a meno di una settimana dal voto, ci tengo ad esprimervi alcune mie considerazioni sul panorama politico italiano che si è andato delineando fino ad oggi. Il quadro generale (purtroppo!) è abbastanza desolante. La coalizione di centrodestra rappresenta il volto fallimentare della classe dirigente che ha governato, salvo brevi parentesi, l'Italia negli ultimi vent'anni. Il PdL si affida alle mirabolanti promesse del suo leader quali la restituzione dell'IMU (abbiamo visto tutti come è andata a finire con l'ICI?), mentre la Lega Nord prova a risalire nei sondaggi con slogan che ormai più che ad un urlo di battaglia somigliano a cantilene acchiappavoti e stentano a fare effetto anche sul "padano" più fervente. Il centrodestra è un po' come una nave in procinto di affondare, ma disposta a tutto pur di rimanere a galla. Su Beppe Grillo non c'è molto da dire: con la sua abitudine di sparare a zero su tutto e tutti incarna un voto di protesta e niente di più. Oltre alla parte distruttiva, sarebbe però necessaria anche quella costruttiva e su questo non mi sembra che il Movimento 5 stelle stia proponendo qualcosa di concreto. Fare eterna opposizione alla lunga sarà forse un po' frustrante, ma in fin dei conti è abbastanza comodo. Mario Monti invece, pur avendo giurato nel novembre 2011 di non candidarsi alla scadenza del suo mandato, ha evidentemente disatteso le promesse fatte. L'unica forza politica che in questo momento è in grado di governare il paese è la coalizione di centrosinistra. Il 24 febbraio darò convintamente il mio voto al Partito Democratico con la consapevolezza di abbracciare un progetto politico a 360° che, allo stato attuale delle cose, è l'unico che riesce a darmi una certa fiducia sul nostro futuro. Inutile però nascondere che avrei preferito alla guida della coalizione un giovane come Matteo Renzi, che avrebbe permesso al PD di raggiungere percentuali ben più alte rispetto a quelle pronosticate nei sondaggi di questi giorni. La politica però non si fa con i se e con i ma. Il sindaco di Firenze, su questo tema, ha dato a tutto il mondo politico una grande lezione di lealtà: la sfida delle Primarie è stata per lui e per tutti coloro che l'anno sostenuto (compreso il sottoscritto) un'occasione di confronto e di vera vita democratica. Dopo la sconfitta del 2 dicembre, non solo è rimasto sindaco di Firenze, ma ha dedicato molte energie nella campagna elettorale per portare acqua al grande mulino del Partito Democratico. Spero vivamente che per il nostro paese arrivino tempi migliori e che la politica torni davvero ad essere una grande "fucina" di idee sulle quali instaurare un dibattito sano e costruttivo. Elezioni politiche 2013, ci siamo!
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Lorenzo D'Agostino